Durante le giornate frenetiche piene di impegni quotidiani, caos, distrazioni e stimoli costanti, ci capita di perdere la capacità di fermarci ad ascoltare. Veniamo rapiti spesso da stimoli esterni che ci distolgono e ci perdiamo all’interno di cose che non sono rilevanti. Ritrovare la capacità di ascolto significa acquisire una competenza molto utile sia per la vita personale che per quella professionale.

All’interno di un’azienda, per esempio, l’ascolto attivo permette di comprendere le dinamiche interne tra le figure professionali e di comunicare meglio con ogni persona con la quale ci si interfaccia a livello lavorativo. Una buona capacità di ascolto consente di arricchire la sfera personale di amici che desiderano davvero stare accanto a noi, che apprezzano il tempo passato insieme perché si sentono compresi, accolti, ascoltati.

Alle persone piace interfacciarsi con chi percepiscono come empatico, propenso a risolvere i problemi, disponibile e attento alle esigenze. L’ascolto attivo permette di sviluppare capacità di relazione basate sullo scambio reciproco e sul rispetto, coltivando rapporti sani e instaurando fiducia nel prossimo, di comunicare in maniera efficace.

La vita quotidiana, professionale e non, è costituita in gran parte da relazioni che vanno coltivate. Per questa ragione l’ascolto attivo assume un’importanza fondamentale per il successo personale e professionale, perché consente di raccogliere informazioni ed elaborarle nella propria mente prima ancora di esibirsi nel palcoscenico della vita e del lavoro.

 

In cosa consiste l’ascolto attivo e come esercitarlo

Teorizzato nel mondo occidentale molto prima che ne venissero studiati scientificamente gli effetti, l’ascolto attivo è divenuto oggetto di studio sociologico negli anni Ottanta come prodotto della società post-industriale e poi come principale mezzo dei rapporti tra professionisti e clienti.

Questo ovviamente non dice molto a livello pratico ma pone le basi su di un approccio scientifico a un tipo di ascolto che smuove le acque e porta a galla tutto ciò che di buono vi è in una discussione.

L’ascolto attivo si basa su due qualità principali: accettazione ed empatia, è un modo di creare fin da subito un rapporto positivo nelle relazioni umane e di lavoro. In questo modo gli interlocutori si troveranno in un clima favorevole in grado di far esprimere loro tutto il potenziale.

Chi pratica questo tipo di ascolto non si pone mai come ascoltatore impassibile e algido ma si mette nelle condizioni d’animo e mentali per ascoltare e comprendere fino in fondo ciò che l’altra persona sta dicendo. Ciò stabilisce un profondo legame che porta a:

  • rispetto,
  • accrescimento delle competenze da entrambe le parti,
  • possibilità di brainstorming sempre positivi e risolutivi.

Per esercitare l’ascolto attivo bisogna prima fare un lavoro verso se stessi, infatti, bisogna accettare la possibilità che ci siano sempre cose nuove da imparare mettendosi nei panni dell’altro e riconoscendo quelli che sono i limiti dei propri punti di vista.

Questa qualità di ascolto e apprendimento può essere esercitata e può essere imparata nel momento in cui ci si pone in uno stato mentale tale da poter empatizzare con l’altro, con i suoi punti di vista e con i suoi pensieri. Questo vuol dire eliminare tutte quelle sensazioni non funzionali, come ad esempio i giudizi.

Chi pratica l’ascolto attivo non giudica ciò che gli viene detto e non ha urgenza di classificare chi parla e ciò che ascolta in categorie concettuali, ha una visione dell’ascolto a 360° e un modo di pensare trasversale tale da arrivare a comprendere davvero ciò che gli viene detto.

Per mettere in pratica l’ascolto attivo è anche importante curare l’aspetto logistico del linguaggio corporeo e della voce: non vi deve mai essere un tono sbrigativo o conciso nelle parole, deve mancare del tutto la parte giudicatrice e l’assertività deve essere pacata e socievole, inoltre quando si ascolta attivamente sono da evitare situazioni posturali di chiusura che rimandano a un rifiuto di ciò che si sta sentendo e sono bandite espressioni categoriche ed ordini.

 

L’ascolto attivo come competenza chiave

Durante i colloqui di lavoro vengono spesso chieste quali sono le soft skill, ovvero tutte quelle competenze che aiutano l’individuo ad adattarsi e ad assumere atteggiamenti positivi. Non c’è una definizione univoca e universalmente riconosciuta, ma si tratta di competenze chiave per sapersi giostrare all’interno del mondo del lavoro.

L’idea di base è che le soft skill aiutino il professionista a progredire e a fare carriera all’interno dell’azienda che lo assumerà perché una buona capacità relazionale, ad esempio, consente di lavorare meglio all’interno di un team.

L’ascolto attivo è una competenza chiave che permette di avere delle buone soft skill con le quali migliorare e crescere professionalmente. L’ascolto attivo è indispensabile per una buona comunicazione interna dell’azienda, ma è utile a chiunque voglia acquisire l’abilità di saper anticipare le esigenze e le necessità delle altre persone e si adatta a vari settori:

  • Marketing persuasivo;
  • Coaching;
  • Risorse umane;
  • Vendita;
  • Ambienti in cui è previsto il contatto diretto con il pubblico.

Ma anche:

  • a scuola,
  • in università,
  • con gli amici,
  • in famiglia;

Saper ascoltare attivamente una lezione consente di ridurre il tempo di studio autonomo, allo stesso modo consente di creare un ambiente domestico più sereno e quindi alimentare la creatività e gli interessi.

 

I benefici dell’ascolto attivo

Dopo aver parlato di come si può educare mente e corpo all’ascolto attivo, di quali sono gli ambiti in cui emerge con forza come skill indispensabile è importante anche capire quali sono i benefici che l’ascolto attivo porta all’interno della vita e della crescita personale di ognuno.

Vediamo nel dettaglio ogni singolo beneficio di questo tipo di ascolto così da poter mettere in luce quanto sia importante inserire questa competenza nella propria rete neurale, nel proprio essere.

 

I benefici dell’ascolto attivo a livello personale

Un ascoltatore attivo è una persona con una buona apertura mentale che ha imparato a focalizzare la propria attenzione su ciò che sta succedendo in quel momento e ha acuito la propria curiosità.

Proprio la curiosità verso nuovi stimoli, modi di pensare e di essere fa in modo che l’ascoltatore attivo veda scomparire dalla propria mente pregiudizi e preconcetti e che assimili veramente le informazioni che riceve.

Infine è possibile dire che tra i benefici di un ascolto attivo vi è sicuramente l’aver imparato a empatizzare con gli altri, a creare relazioni durevoli e che apportino crescita personale e professionale. Un ascoltatore attivo è infatti capace di capire non solo lo stato d’animo di una persona ma è anche attento a metterla a suo agio al fine di avere uno scambio culturale e di marketing che avvenga nel migliore dei modi possibili.+

I benefici dell’ascolto attivo a livello lavorativo

Tutti sanno che i feedback positivi possono portare un team a lavorare meglio, giusto? Eppure le ricerche hanno dimostrato che un feedback positivo non basta per migliorare efficienza ed efficacia sul lavoro o nel rendimento scolastico.

Questo perché la maggior parte dei feedback anche quando positivi vengono dati in maniera unidirezionale ovvero vi è un vertice che approva o disapprova e questo può far calare le performance del 38%, lo dimostra uno studio condotto dallo scienziato Kluger della Harvard University quasi 30 anni fa.

Per eliminare le barriere comunicative e per far sì che sul lavoro vi sia coesione ed efficienza l’ascolto attivo è una dote manageriale e personale indispensabile! Un ascolto di qualità competente e ragionevole, analitico ma empatico e che sia capace di mettere tutti a proprio agio grazie a domande e ascolto delle risposte.

A livello di leadership l’ascolto attivo è davvero importante perché permette di essere identificati come buoni capi capaci di generare fiducia e creatività dando piena soddisfazione al team. I collaboratori si sentiranno più rilassati e consapevoli del proprio ruolo e delle proprie responsabilità e questo porterà non solo maggiore coesione ma anche uno sforzo lavorativo comune e improntato, davvero, al raggiungimento dei risultati.

Ascoltare senza pregiudizi, senza distrazioni, con curiosità, con concentrazione, questo è l’ascolto attivo.+

Conclusione

Migliorare se stessi è il primo passo verso una realizzazione di tipo professionale e personale e l’ascolto attivo è un modo di pensare prima di ascoltare, qualcosa che aiuta non solo le persone ad esprimere il meglio quando sono con te ma darà anche a te skill personali in più capaci di accrescere la tua comprensione del mondo e dei suoi meccanismi.

Non siamo tutti uguali ma una cosa accomuna tutti i grandi leader e cioè la capacità di generare fiducia con la propria leadership, curiosità e propensione analitica delle proposte e delle opinioni altrui.

Impegna te stesso, impara come applicare l’ascolto attivo in ogni ambito della vita, questo ti permetterà di raggiungere livelli di efficienza mai provati prima e di gestire ogni tipo di rapporto interpersonale nel migliore dei modi possibili.

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